Formazione sul campo

Progetto OPTIMAL 2.0

Ottimizzazione Percorsi Terapeutici PazIenti MAcuLopatici

28 gen 2019 - 30 dic 2019
Codice ECM: 75-246848-1
Crediti Ecm: 7.8
Max Partecipanti: 20
Professione: Medico chirurgoFarmacistaAssistente sanitarioInfermiereOrtottista/assistente di oftalmologia
Disciplina: Oftalmologia Farmacia ospedaliera Assistente sanitario Infermiere Ortottista / assistente di oftalmologia
Regione: Campania Città: Napoli
Obiettivo formativo n. 3 : Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura Costo: Gratuito

Le patologie retiniche sono tra le principali patologie oculari che rappresentano tutt’oggi una delle maggiori cause di cecità, si identificano:
la Degenerazione Maculare Neovascolare legata all’età (wAMD)
l’Edema Maculare Diabetico (DME)
l’Occlusione della Vena Retinica (RVO)
la Miopia Patologica (MP).

Queste patologie croniche presentano problematiche degenerative che possono compromettere la funzione visiva in maniera anche grave se non diagnosticate tempestivamente e curate in modo appropriato.

La degenerazione maculare legata all’età rappresenta la principale causa di grave perdita dell'acuità visiva e di cecità legale nella popolazione occidentale di età superiore ai 65 anni.

E’ una malattia ad alto impatto socio-sanitario in quanto ha una forte influenza sulla qualità della vita: aumento di rischio di cadute accidentali con frattura femorale, ospedalizzazione, depressione (32,5%).
Dati di real-life evidenziano come la presa in carico dei pazienti sia eterogenea, influenzata dall’aumento della domanda di salute e dall’invarianza o addirittura riduzione delle risorse allocate.
La presa in carico del paziente con degenerazione maculare consta di visite, controlli e terapie che necessitano di una programmazione e di un timing ben definito.
Le correlazioni che esistono tra appropriatezza, sia diagnostica che terapeutica, outcomes clinici e risorse dedicate alla gestione del paziente rende necessaria l’individuazione di vie innovative per una migliore governance dei servizi al fine di utilizzare al meglio le risorse disponibili evitando le disparità di accesso e presa in carico dei pazienti.

Sulla base di queste premesse di scenario, nel corso del 2018 più di 20 centri oftalmologici sul territorio nazionale hanno partecipato al progetto FSC Optimal.
Grazie all’attività svolta dai singoli gruppi di miglioramento del team Oftalmologico nel corso delle 3 riunioni, con il coinvolgimento del Tutor dedicato al progetto, è stato possibile:
  • fare programmazione dei trattamenti e delle visite
  • misurare gli scostamenti fra trattamenti pianificati e trattamenti effettivamente erogati
  • individuare durante le riunioni del gruppo di miglioramento, le motivazioni alla base degli scostamenti
Queste analisi sono state condivise nelle riunioni e hanno portato a discutere ed individuare possibili azioni di miglioramento.
 A conclusione del progetto 2018, sotto la supervisione del responsabile scientifico dei singoli centri, saranno definite le azioni già emerse durante la discussione delle riunioni intermedie. Tali azioni una volta ratificate nella riunione conclusiva, potranno essere  implementate nella progettualità 2019 Optimal 2.0.
Sulla base di queste premesse metodologiche, i centri oftalmologici che hanno individuato le azioni di miglioramento e che hanno manifestato l’interesse a continuare sono il target del progetto 2019 Optimal 2.0.
Quindi l’obiettivo rimane sempre incentrato su 3 punti cardine per migliorare la qualità assistenziale offerta:
 
  1. Maggiore attenzione ai costi ed allocazione delle risorse
  • focus su appropriatezza
  • riorganizzazione per una gestione più efficiente
  • processi per definire obiettivi ad hoc misurabili
 
  1. Dinamiche che caratterizzano tutte le patologie CRONICHE, tra cui anche quelle retiniche:
  • numero di pazienti in continuo aumento, che necessitano di: diagnosi precoce, monitoraggi mirati, trattamenti personalizzati
 
  1. Capacità dei centri ospedalieri e risorse insufficienti
  • liste di attesa per la diagnosi e per le terapie intravitreali.
  • mancanza di percorsi dedicati e definiti (team macula, ambulatorio retina medica)
  • insufficiente disponibilità di sistemi informatizzati per la misurazione delle performance (efficacia ed efficienza)



Da queste premesse risulta fondamentale continuare a lavorare sul miglioramento della qualità assistenziale offerta e la qualità percepita dal paziente attraverso una riorganizzazione ed una programmazione delle attività che si riflette in modo positivo anche sugli outcome clinici (Studio Ghazala).
Inoltre in un recente «consensus internazionale» (Freund KB et al. Retina 2015; 35: 1489-1506) si è definito che per la cura delle maculopatie ( dalla wAMD alla DME RVO), la terapia deve essere effettuata con una cadenza mensile fino a risposta massima.

 

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